L'ultimo discorso di Berlusconi da senatore: "E' un giorno amaro ma resto in campo"

Silvio Berlusconi non è più un senatore della Repubblica italiana. Dopo una lunga discussione iniziata questa mattina l'Aula si è espressa a favore della decadenza del Cav. Subito dopo il risultato, comunicato dal presidente Grasso, sono partiti applausi dai banchi del M5s e da alcuni senatori del Pd. Silvio Berlusconi è subito partito per Arcore. Poco prima aveva parlato sul palco allestito davanti a Palazzo Grazioli.
23 AGO 20
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Silvio Berlusconi non è più un senatore della Repubblica italiana. Dopo una lunga discussione iniziata questa mattina l'Aula si è espressa a favore della decadenza del Cav. Subito dopo il risultato, comunicato dal presidente Grasso, sono partiti applausi dai banchi del M5s e da alcuni senatori del Pd. Silvio Berlusconi è subito partito per Arcore. Poco prima aveva parlato sul palco allestito davanti a Palazzo Grazioli.
Sono da poco passate le 16:30 quando Silvio Berlusconi sale sul palco allestito in via del Plebiscito proprio sotto palazzo Grazioli. "Oggi è un giorno amaro, un giorno di lutto per la democrazia", le prime parole del Cav. "Oggi brindano perchè mi hanno portato, a me che ritengono il loro nemico, davanti al plotone di esecuzione. Brindano – avverte il Cav. – ma non hanno vinto la partita”.

Dopo i ringraziamenti di rito per i militanti accorsi a questa manifestazione “legittima e pacifica”, Berlusconi torna a commentare la sentenza Mediaset che lo vede condannato e in virtù della quale il Senato sta oggi votando la sua decadenza: “Dal '94 a oggi sono 57 i processi che mi hanno gettato addosso. Nella storia di nessun paese civile e democratico è mai successo che un leader abbia dovuto subire una simile persecuzione". “E' da venti anni, dal '94 – rincara Berlusconi - che quando la sinistra non riesce ad andare al potere con il voto, è compito della magistratura, che interpreta il diritto non in modo imparziale, fare andare al potere la sinistra". Bersaglio delle parole di Berlusconi è in particolar modo Magistratura democratica accusata dall’ex premier di “aver avuto legami con le BR”.

Nella condanna, secondo Berlusconi, ci sono “solo teoremi e congetture ed è una sentenza che grida vendetta davanti a Dio e agli uomini". L’ex premier si dice sicuro che “con la revisione del processo la sentenza sarà capovolta e io sarò assolto”. “E allora – si domanda il Cav. -, questi signori, cosa faranno? Mi faranno tornare in Parlamento? Mi risarciranno? La risposta non c'è".

Nessuna idea di ritirarsi comunque per il Cav. “Non mi ritiro e combatterò fuori dal parlamento”, annuncia. “Un leader può essere tale anche stando fuori dal Parlamento e io farò come Renzi e Grillo". Berlusconi dà quindi appuntamento “al primo giorno della prossima campagna elettorale. Saremo tutti qua, saremo molti di più e saremo tutti missionari di verità e libertà”. Il pese potrà davvero cambiare, conclude Berlusconi – solo se insieme lavoreremo per convincere i cittadini a non frazionare il loro voto, ma a concentrarlo su chi, come noi, vuole restare libero per dare al nostro Paese non una democrazia illiberale ma una vera democrazia".